Le donne nel mondo digitale: la storia di Stephanie Shiriley

La digitalizzazione promette di offrire alle donne nuove opportunità. Ma la maggior parte degli impiegati nel settore della tecnologia dell’informazione sono ancora uomini.

Il 70% degli impiegati presso il “Design Research Lab” dell’Università delle Arti di Berlino è di sesso femminile. Da circa quattro anni, il DRLab è impegnato in progetti di ricerca che mirano a coprire il divario fra le innovazioni tecnologiche e i bisogni degli utenti: vengono sperimentati tessuti intelligenti, integrati con computer, cellulari e sistemi di navigazione. La loro produzione sta avendo risvolti utili anche nel campo medico e sociale.

Secondo la direttrice Gesche Joost, nonostante l’alta percentuale di donne impiegate, esiste ancora un grande divario per quanto riguarda la loro partecipazione attiva nel settore delle tecnologie dell’informazione.

In Germania le donne scarseggiano in questo settore, anche se le aziende sono continuamente alla ricerca di personale qualificato”, spiega Joost, e aggiunge: “Il loro interesse verso materie scolastiche e universitarie, come matematica, informatica, scienze naturali e tecnologia va scemando sempre di più. Questa forma di disinteresse si manifesta già durante l’infanzia. Ma non è la stessa in tutti i paesi. In India e in Cina, per esempio, l’interesse per la tecnologia e le professioni tecnologiche è maggiore”.

La storia di Stephanie Shiriley

Questa storia evidenzia i pregiudizi nei confronti delle donne che lavorano nel settore. Stephanie Shirley aveva cinque anni quando fuggì dalla Germania durante la seconda guerra mondiale per recarsi in Inghilterra insieme ad un gruppo di bambini ebrei non accompagnati.

Ha fondato la sua azienda nel 1962, in un’epoca in cui lo sviluppo tecnologico non era ancora così avanzato. Ma il suo progetto risultava comunque rivoluzionario per quei tempi: aveva sviluppato un programma capace di agevolare il lavoro delle imprese e così fondò la compagnia Freelancer Programmers.

Ricorda le difficoltà che ha dovuto affrontare per avviare la società, una lunga strada piena di ostacoli. “Non mi permettevano di aprire un conto bancario senza il permesso di mio marito. Inoltre, tutte le aziende, all’inizio, ignoravano le mie offerte perché ero una donna”. “Un giorno, mio ​​marito, Derek, ebbe un’idea. Mi ha chiesto: Perché non firmi le lettere con il tuo nick, “Steve”? E ha funzionato. Quando hanno capito che ero una donna, non potevano più tornare indietro”.

Poi, nel 1976, in Gran Bretagna entrò in vigore la legge sulla perequazione. Nel corso del tempo Freelance Programmers è diventata una delle aziende di maggior successo del paese.

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Stephanie Shirley ha una propria filosofia: la cosa più importante è sostenere le donne che hanno figli e che quindi non possono lavorare ogni giorno in ufficio.

Per questa ragione ha adottato il sistema “lavorare da casa”. “Sviluppiamo diversi modelli di lavoro. Con orari flessibili, mobile office, job sharing e con la partecipazione dei lavoratori agli utili aziendali, è possibile combinare entrambe le cose: famiglia e lavoro“.

Educare alle tecnologie già dall’infanzia

La Commissione Europea stima che entro il 2020, più di un milione di posti di lavoro nel settore delle tecnologie informatiche, risulteranno vacanti. Il motivo? Carenza di personale specializzato. La richiesta di manodopera qualificata crescerà ulteriormente e, pertanto, è necessario che vengano formate sempre più donne in previsione di un futuro sempre più digitalizzato.

Gesche Joost afferma che è importante l’accesso alle nuove tecnologie già da piccoli. “Bisogna iniziare presto a scoprire e decifrare il mondo della tecnologia dell’informazione“. Secondo l’esperta, i bambini sono attratti dal computing: “In giovane età, non esistono differenze nella formazione di bambini e bambine. Già ad undici o dodici anni le ragazze cominciano a maturare la convinzione, del tutto erronea ed infondata, che le donne non sono portate per i lavori tecnici”.

Avvicinandole già da piccole all’educazione tecnologica, avranno una visione diversa e più creativa del settore, e si considereranno alla pari dei ragazzi.