L’uso di Internet e dei dispositivi mobili riduce il consumo di droghe

Le nuove tendenze, come la legalizzazione della marijuana in diversi paesi e la rapida proliferazione delle droghe sintetiche, inducono a pensare che i giovani di oggi consumano più droghe di prima. I dati sul consumo però rivelano il contrario.

Negli Stati Uniti, ad esempio, gli adolescenti sono sempre meno propensi a fare uso di droghe. Un dato che ha suscitato l’interesse di molti ricercatori, in quanto non vi è alcuna certezza su quella che potrebbe essere la causa di questo risultato inaspettato.

L’indagine Monitoring the Future, report annuale che offre un quadro dell’andamento dei consumi di sostanze d’abuso negli Usa, ha rilevato per la prima volta dal 1975, un netto calo nel consumo di sostanze da parte dei giovani, compresi alcol e sigarette. Comprendere il perché non è cosa facile: secondo il parere di alcuni potrebbe essere merito dello stigma crescente per le sigarette che elimina una delle porte d’ingresso principali al consumo di sostanze stupefacenti; secondo altri l’effetto è legato alla sempre più diffusa legalizzazione della marijuana, o all’efficacia delle campagne di sensibilizzazione portate avanti negli ultimi anni.

Altri hanno concluso, come riporta un articolo del New York Times, che il minor consumo di sostanze potrebbe ricollegarsi al crescente problema della dipendenza da internet, smartphone e computer. I Millennials, insomma, stanno semplicemente cambiando vizio.

È una delle ipotesi più accreditate soprattutto considerando il fatto che mentre cresce l’utilizzo dei dispositivi mobile, diminuisce il consumo di sostanze. La relazione tra le due cose, potrebbe essere spiegata considerando due fattori: i media interattivi darebbero vita a impulsi simili a quelli generati dalle droghe; o semplicemente, gli adolescenti sono talmente presi a passare il loro tempo su questi dispositivi che non ne rimane per pensare o provare sostanze psicoattive.

Nora Volkow, direttrice del National Institute on Drug Abuse americano, ha raccontato al New York Times di avere organizzato un convegno per il prossimo aprile, al fine di iniziare a indagare seriamente questa possibilità. “L’utilizzo ossessivo di internet, social media, computer e smartphone ha iniziato a diffondersi tra i giovanissimi proprio negli ultimi anni, e potrebbe aver tolto tempo per droghe e festini, sostituendo però una nuova forma di dipendenza allo sballo derivante dal consumo di sostanze illegali. È presto per spiegare come ma c’è chiaramente sotto qualcosa”, ha spiegato Volkow. E ha aggiunto: “Per la prima volta da 40 anni il consumo di cannabis è in calo tra gli studenti dei licei e lo stesso si nota per cocaina, allucinogeni, ecstasy, crack. E mentre cala il desiderio di sballarsi, aumenta il tempo trascorso tra giochi, social media e altre attività online. Un’indagine del 2015 svela che tra i 13 e i 18 anni gli americani trascorrono in media sei ore e mezza davanti allo schermo di computer, tablet e telefoni”.

Secondo Volkow, i media interattivi possono essere visti come una “droga di rinforzo alternativo” poiché gli adolescenti possono sentirsi letteralmente drogati quando, ad esempio, giocano ai videogiochi.

Dello stesso parere la Dr.ssa Silvia Martins, della Columbia University che si è dedicata a studiare questa relazione. “L’utilizzo di video giochi o social network risponde alla necessità di cercare nuove sensazioni o attività innovative“, ha spiegato al NYT. Tuttavia, ritiene che sono necessari ulteriori studi e dati per confermare questa ipotesi.

La situazione del rapporto consumo droghe-internet-giovani in Italia

Il rapporto tra giovani e internet in Italia non è poi tanto diverso da quello degli studenti americani. I dati riportati dall’Osservatorio Nazionale Adolescenza rivelano che il 50% degli adolescenti trascorre dalle 3 alle 6 ore ogni giorno con lo smartphone in mano, il 16% tra le 7 e le 10, e il 10% va oltre le 10 ore quotidiane. Per quanto riguarda invece il consumo di sostanze stupefacenti la situazione è meno chiara.

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Secondo uno studio Espad (European School Survey Project on Alcohol and Other Drugs), che si occupa di analizzare la diffusione delle sostanze illegali tra i giovani europei, vi è un trend in calo solo per determinate sostanze, e a macchia di leopardo. Lo studio riporta che tra il 1993 e il 2003 si è assistito a una generale tendenza al rialzo mentre oggi il consumo, con grandi variabili a livello nazionale, risulta sostanzialmente stabile. In 10 nazioni europee la percentuale di giovani che ha provato sostanze illecite almeno una volta nella vita è ferma al 25%, mentre in Italia, leggermente sopra la media, si attesta intorno al 28%. Considerando la sostanza più diffusa nel nostro paese, la cannabis, i dati rivelano un consumo in leggero rialzo: nel 2015 l’ha sperimentata il 27% degli studenti italiani, contro il 21% del 2011.

Sarà colpa della crisi?

Considerando più a fondo i dati sui consumi, emerge una fotografia più variegata: l’utilizzo di sostanze cala ad esempio tra i consumatori più occasionali e cresce tra i consumatori abituali, ossia coloro che utilizzano sostanze più di 20 volte al mese.

Personalmente mi sembra troppo semplice pensare a una relazione diretta tra abuso di sostanze e dipendenza da internet. Piuttosto dai nostri dati sembra più plausibile che a modulare i consumi di droghe sia stata la crisi. Avere meno soldi a disposizione frena l’utilizzo di sostanze stupefacenti tra i ragazzi che ne fanno un uso sporadico, ma può indurre a usarle più spesso chi ne fa già un consumo costante, ed è quindi abituato a trovarvi rifugio”, spiega Sabrina Molinaro, ricercatrice dell’Istituto di Fisiologia Clinica del Cnr e coordinatrice europea del progetto Espad.

I due problemi sono collegati all’incapacità dei giovani di gestire le emozioni

Secondo Federico Tonioniresponsabile dell’Ambulatorio dipendenze comportamentali del Policlinico Gemelli di Roma, sia internet che le droghe possono rappresentare la risposta a un problema comune: la difficoltà da parte dei giovani di controllare ed esprimere le proprie emozioni. Tale difficoltà si manifesta già nell’infanzia e si presenta in maniera trasversale in tutti i cosiddetti nativi digitali.

Un giovane può scegliere di rispondere ad un problema emotivo utilizzando la droga, o rifugiandosi su internet. I ragazzi possono decidere di dislocare la propria vita online, perché lo schermo del computer è un filtro che aiuta a controllare più facilmente le proprie emozioni o possono invece rifugiarsi nell’abuso di sostanze, che rappresenta un modo per programmare le proprie esperienze emotive, e avere un’illusione di controllo. Difficilmente però decideranno di fare entrambe le cose. E in questo senso, l’aumentare dei problemi legati alla vita online potrebbe effettivamente riflettersi in una diminuzione del consumo di droghe tra gli adolescenti”.