Assistenti vocali digitali, oltre lo smarthpone

Gli assistenti personali intelligenti promettono di farci dimenticare le tastiere per sempre. Vi raccontiamo cosa sono attualmente capaci di fare. In cambio però ci faranno perdere parte della nostra privacy.

Nel mondo della tecnologia non è sempre facile identificare delle tendenze, perché spesso sono così effimere che a malapena riusciamo a provarle. Ma esiste un’eccezione: quando i colossi di Internet lavorano tutti insieme allo stesso prodotto, si tratta sempre di un qualcosa destinato a rimanere. È successo con i servizi di posta elettronica, con i browser, gli smartphone e attualmente con gli assistenti vocali digitali o assistenti personali intelligenti.

Google, Apple, Amazon e Microsoft hanno investito molte risorse su Google Assistant, Alexa e Cortana, e la loro strategia sta cominciando a dare i suoi frutti.

Oltre lo smartphone

Gli assistenti virtuali sono vecchi come la telefonia, ma il loro sviluppo è stato guidato dalle limitazioni dello smartphone. I suoi schermi piccoli rendono le tastiere virtuali difficili da utilizzare, e gli assistenti vocali si propongono di sostituirle per sempre.

Negli ultimi anni, da semplici tendenze, si sono convertiti in strumenti molto utili. Grazie al riconoscimento del linguaggio naturale, e all’apprendimento attraverso l’intelligenza artificiale, non è più necessario parlare come gli indiani nei film western perché gli assistenti digitali ci comprendano. Frasi come “Chiamare al numero di Giuseppe Rossi”, sono state sostituite con espressioni più colloquiali come “Fammi parlare con mia moglie”, oppure “Compra due biglietti per La La Land e prenota un tavolo per due”.

Gli assistenti digitali odierni miglioreranno col tempo e comprenderanno altre diverse parole, anche quelle inventate da noi stessi, grazie all’Intelligenza Artificiale. Questa facilità d’uso ha però un prezzo: la nostra privacy. Per essere efficaci gli assistenti devono ascoltare tutto ciò che diciamo e analizzare queste informazioni. Cosa fanno con i dati processati? Nessuno lo spiega con chiarezza. Vengono conservati? Si sommano ai Big Data? Verranno utilizzati per informazioni pubblicitarie? È la cosa più probabile soprattutto quando parliamo di servizi gratuiti.

Siri

Apple ha praticamente inventato lo Smartphone (non il cellulare) col suo iPhone, e da allora è stata pioniera nello sviluppo degli assistenti virtuali per i dispositivi mobili. Siri era in realtà un prodotto di terzi, inizialmente sviluppato per Blackberry e Android, che è stata acquisita da Apple nel 2010. È disponibile per iPhone, iPad, Apple TV, Apple Watch e computer con MacOS. Anche in alcune automobili con CarPlay.

Grazie al sottoprogramma di Intelligenza Artificiale, migliora man mano che viene utilizzato, inoltre è in grado di apprendere “nomignoli” e accedere a diverse applicazioni, come la posta elettronica, i contatti o i browser. Funziona come promemoria, informa sulle previsioni metereologiche, su eventi sportivi e altre informazioni. Può anche riservare un tavolo al ristorante, comprare biglietti e creare percorsi. Anche se la voce era femminile, ora si può scegliere il genere.

Siri è stato costantemente migliorato nel corso degli anni, e ciò si evidenzia nella sua capacità di comprendere il linguaggio naturale e rispondere a domande. È anche capace di seguire una conversazione. In questo supera Cortana e Google Now. E riesce bene nella comprensione degli accenti difficili. Tuttavia alcuni dei suoi servizi devono appoggiarsi a software che non sono di Apple per funzionare.

Google Assistant

Google Now è morto! Viva Google Assistant! Anche se non è del tutto vero perché Google Now viene ancora usato su Smartphone e PC, mentre Google Assistant è solo disponibile nelle App di messaggistica Google Allo, il dispositivo Google Home, e gli smartphone Google Pixel. Ma a breve, assisteremo alla loro fusione.

Google Now è collegato al motore di ricerca Google e forse per questo è uno dei migliori assistenti, tra quelli descritti in questo articolo, nella ricerca di informazioni. Utilizza schede e analizza i dati del vostro account Google. Le schede contengono diverse informazioni utili come ad esempio il promemoria delle date di compleanno dei vostri familiari o amici. È in grado di fare molte altre cose: consigliare luoghi per scattare foto, pianificare riunioni, effettuare conversioni di valute, ma presenta limiti migliorativi. È disponibile per iOS, Android e PC con Google Chrome.

Il sostituto di Google Now si chiama Google Assistant, che di base può fare le stesse cose, ma le sue funzioni sono potenziate grazie all’Intelligenza Artificiale e all’Apprendimento Profondo. Google Assistant è capace di sostenere conversazioni, e così può svolgere funzioni più complesse o diversi compiti di seguito. Inoltre organizza i risultati in modo più “umano”. Grazie agli algoritmi dell’Intelligenza Artificiale apprende dai dati che analizza.

La sua prima applicazione è Google Home, un dispositivo che mette musica, informa sul tempo, legge notizie ed è capace di conversare. Possiede un Chromecast integrato per realizzare video in streaming su qualsiasi schermo, ed è in grado di controllare termostati Nest e lampadine intelligenti Philips Hue. Ancora però non ha raggiunto l’integrazione con l’Internet delle Cose, che invece possiede Amazon Echo.

Cortana anche su PC

Nei tempi in cui Microsoft aspirava a competere con Apple nella telefonia, Cortana è stata la risposta a Siri. Ha cominciato ad essere sviluppata nel 2009 e la sua prima versione è apparsa solo nel 2014. Ha debuttato in Windows Phone, e poi nel 2015 è sbarcata su PC con Windows 10; attualmente è anche disponibile come App per iOS e Android e si integra con la console Xbox. Permette di scegliere tra una decina di lingue.

Cortana è un assistente virtuale specializzato nella ricerca di informazioni e nell’organizzazione della “agenda giornaliera”. Integrato nel motore di ricerca Bing, è capace di individuare le previsioni del tempo, dati e pagine web. Funziona molto bene nella creazione di promemoria automatici di eventi ed è dotato di un Notebook dove annota nomi, indirizzi e date secondo l’ordine in cui le riceve. Cortana inoltre legge le mail con vivavoce, effettua chiamate, crea avvisi, converte valute, effettua operazioni matematiche, canta e racconta barzellette. Riconosce canzoni all’ascoltarle.

In Windows 10 si integra nel navigatore Edge e ricerca attraverso Bing. È capace di avviare programmi, avvisa quando arriva una mail, cerca ricette, calcola percorsi, informa sui film disponibili al cinema, o se c’è traffico nella vostra zona. È stato criticato perché non permette di usare navigatori o browser di terzi, e per la presunta raccolta di dati, ma è possibile disattivare diverse funzioni o spegnerlo completamente. Grazie al suo legame con Microsoft Office e altri servizi professionali, Microsoft vuole che Cortana venga utilizzata nel settore degli affari e in quello educativo, sa che in casa o nel cellulare quasi impossibile.

“Alexa”, la regina di casa

Dopo aver collezionato diversi fallimenti in materia di Hardware, Amazon ha venduto 6 milioni di unità di Amazon Echo, un dispositivo per la casa dotato dell’assistente Alexa. Lanciato nel 2014 è integrato nei dispositivi Amazon Echo, Amazon Dot, Amazon Tap, Fire TV e tablet Fire HD 8.

Amazon Echo funziona come un assistente domestico che permette di ascoltare musica da iTunes, Spotify, e inoltre, legge notizie, cerca informazioni, fa le previsioni del tempo e del traffico, crea elenchi, rivede gli ordini di Amazon, legge audiolibri, risponde a domande. Inoltre, controlla illuminazione, ventilatori, termostati, porte e altri dispositivi di Philips Hue, Samsung SmartThings, Nest e Ecobee. Anche Amazon Dot permette di ascoltare musica e controlla gli elettrodomestici, ma è più limitato. Amazon Tap è un altoparlante Dolby senza fili connesso a Internet attraverso il Bluetooth.

Al CES 2017, è stata una delle stelle dell’evento, per la sua integrazione con elettrodomestici LG, macchine Ford, smartphone Lenovo e nell’Huawei Mate 9 Pro. La sua più grande innovazione risiede nell’uso di skills, abilità programmate per i negozi, servizi e applicazioni per mezzo di un’API chiamata Alexa Skill Kit. Queste abilità vengono integrate in Alexa una volta scaricate. Una di queste skill riguarda ad esempio un ordine vocale per ordinare una pizza, chiamare un taxi Uber, o fare calcoli matematici.

Dal sito online di Alexa è possibile scaricare quasi 5000 abilità differenti, che permettono ad Amazon Echo di realizzare qualsiasi tipologia di compito. Alexa memorizza dati di ascolto vocale, ma invia le registrazioni solo ai server di Amazon quando si attiva in seguito ad un ordine. E lo fa per processare le informazioni in maniera più veloce. L’utente può comunque eliminare tutte le informazioni memorizzate. Alexa è disponibile anche come App per iOS o Android con alcune funzioni associate al controllo di elettrodomestici, anche se riconosce solo l’inglese e il tedesco. Amazon sta lavorando all’introduzione di altre lingue.

Sembra che gli assistenti virtuali faranno tutto al nostro posto. Ma abbiamo veramente bisogno che gestiscano tutta la nostra vita?
La loro utilità sul cellulare è ovvia, anche se sbagliano spesso e non risultano molto efficienti sul PC, dove si può usare con più comodità la tastiera. E ancora presentano diverse limitazioni, quando non funzionano in inglese o quando si toccano tematiche come la privacy. Sembra che sono arrivati per fermarsi, ma non tutto il mondo è disposto a riceverli con le braccia aperte.