Influenza, un avversario da non sottovalutare

Nostalgia d’estate, di pantaloncini corti e magliette a mezze maniche. Hai già tirato fuori le lenzuola più pesanti, la giacca e i maglioni. È arrivato l’autunno, il freddo e la pioggia. E con loro, puntuale come un orologio svizzero, anche la prima influenza stagionale.

Come succede spesso in tutti gli scontri e i duelli, guai a sottovalutare il nostro avversario. Perché se nel parlare comune l’influenza è qualcosa di scontato, di banale, brividi e raffreddore, in realtà questo malessere è qualcosa di più serio: un’infezione acuta, che può essere caratterizzata da febbre alta, anche oltre i 38°, con dolori articolari e muscolari, mal di testa, disturbi intestinali, sintomi respiratori come tosse, mal di gola, naso chiuso.

Sono 262 i virus noti che determinano forme simili all’influenza, note come sindromi parainfluenzali, con sintomi diversi e più lievi, non ancorati per forza all’inverno e all’autunno, ma temibili in tutti i momenti dell’anno. Dal punto di vista della propagazione, questa malattia è causata da quattro diverse famiglie di virus e si trasmette in maniera facile e rapide da persona a persona: colpi di tosse, starnuti, goccioline d’aria, superfici toccate e strette di mano. Due giorni il periodo di incubazione, mentre il contagio si propaga fino al quinto-settimo giorno dai primi sintomi. E se per la gran parte delle persone il decorso e la guarigione avviene senza complicazioni le cose non sono sempre così scontate per tutti. Chi è affetto da condizioni di salute croniche con patologie legate a cuore, polmoni, reni, fegato e sangue, chi è diabetico, le donne in gravidanze, gli anziani sopra i 65 anni e i bambini sotto 5, chi è immunodepresso, chi si sta curando per un tumore, rischia conseguenze molto più serie. E più del 90% delle morti associate all’influenza (tra i 300.000 e 700.000 all’anno nel mondo) avvengono proprio per le categorie a rischio.

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Le medie italiane parlano di un 8% della popolazione della nostra penisola colpita da influenza, con una media di 8.000 decessi. “Salvo imprevisti la prossima stagione influenzale dovrebbe essere di intensità media – ha spiegato a Focus Fabrizio Pregliasco, virologo e ricercatore del Dipartimento di scienze biomediche per la salute dell’Università degli Studi di Milano e direttore sanitario dell’IRCCS Galeazzi di Milano – Si stima, comunque, che non meno di 5 milioni di persone saranno costrette a letto: nell’emisfero australe la stagione sta scorrendo con bassi livelli di diffusione e una prevalenza del virus AH1N1, anche se in quest’ultima parte di stagione rimane l’incognita del contributo del virus B, che potrebbe innalzare la dimensione complessiva della stagione“.

Grazie al lavoro di medici e ricercatori infatti non solo è possibile prevedere la stagione influenzale, ma anche conoscere, monitorare e sorvegliare i diversi virus che casi sospetti che si verificano in tutto il mondo.

C’è da dormire tranquilli insomma. E al calduccio.