Colpi di genio, ecco le invenzioni del futuro

Risparmio, ecosostenibilità, riciclo. Queste le parole chiave dei progetti degli inventori di tutto il mondo.

Si appena conclusa a Dubai la quarta edizione della manifestazione che raccoglie i più grandi talenti del mondo per quanto riguarda le invenzioni. Si tratta del Global Grad Show, che ogni anno ospita più di 200 geniali novità, ideate dagli studenti delle migliori università di design. 40 paesi rappresentati, 92 università che hanno portato il loro stendardo e hanno offerto un vero e proprio tuffo nel futuro.

Tra le invenzioni del futuro che hanno avuto più successo è il Twenty, un sistema di capsule ideato da Mirjam de Bruijn della Design Academy Eindhoven, Olanda, che una volta immersi nell’acqua danno la possibilità di creare un prodotto assolutamente uguale a quello dei detergenti per la persona e per la casa. Ma senza l’utilizzo di imballaggi di plastica e senza la produzione di tonnellate di emissione di CO2. C’è sempre l’acqua anche nell’invenzione di Lewis Hornby dell’Imperial College di Londra, che ha analizzato le difficoltà nel maneggiare il bicchiere e nel deglutire, il non riconoscimento dello stimolo della sete, dell’utilità del bicchiere nelle persone anziane o affette da demenza. Atteggiamenti che provocano una disidratazione acuta. Per questo nascono le Jelly Drops, piccole gocce composte per il 90% di acqua, nella forma di caramelle colorate, facili da afferrare e difficilmente rifiutate da pazienti.

Ma è la natura a farla da padrona nei progetti delle giovani leve. Peter Cheah della Melbourne’s Monash University ha analizzato il grande pericolo che stanno correndo le api a causa dei pesticidi chimici dati alle coltivazioni. Nel caso dovessero scomparire del tutto, è pronto il piano B dell’uomo: lo STEM, un braccio robotico grazie al quale le piante possono alternarsi a rotazione ed entrare a contatto di uno stelo artificiale.

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Zhang Liye della Huazhong University of Science and Technology, in Cina, ha invece analizzato il deserto che circonda la città di Dubai e ha pensato di poter integrare l’acqua e i sali minerali carenti con il riutilizzo di materiale di scarto dei raccolti per creare basi compresse biodegradabili da inserire nel sottosuolo, per fare da sostrato alle nuove piante. Terra, piante e ovviamente anche mare. Al centro dell’invenzione di Julianna Probst, dell’Università di Cincinnati. Sua l’idea del NOAA POR, una tecnica che utilizza nanoparticelle di ossido di ferro per separare l’acqua dagli idrocarburi dispersi in mare e riuscire quindi a pulire la superficie.

Ma non serve salvare il clima, proteggere una specie o chissà cosa per far sì che un’invenzione sia degna di nota. Prendete quella di Masoud Sistani, che ha ideato C.MILE, una lavatrice ricavata all’interno della ruota degli automezzi per il trasporto di merci. I guidatori infatti, gli autisti e i camionisti, trascorrono tantissimo tempo in strada, lontano da casa, ed ecco la loro lavatrice portatile. E se magari avranno voglia di sentirsi anche più belli c’è l’Infinity Mascara, ideato da Pippa Bridges della Loughborough University: un set riutilizzabile per il trucco delle ciglia composto da un contenitore esterno e un applicatore a forma di ditale. La sua durata? Almeno dieci anni, con un sistema di ricariche che si sostituisce ogni 3-6 mesi. Anche l’occhio vuole la sua parte. Non si salverà il pianeta ma almeno saremo più belli.